 




|
Castel d'Asso
E' stata riscoperta nel 1817, a quei tempi ancora
sconosciuta, si tratta di un luogo affascinante e
solitario, con file, quasi strade di grandi tombe
devastate, lungo le pareti dei canaloni che si trovano di
fronte alla vecchia città ormai disabitata. Le tombe più
belle della necropoli etrusca sono collocate sui gradoni
di fronte al luogo in cui si presume dovesse essere
l'acropoli della vecchia città. Di questa rimangono tracce
di porte, cisterne, canali di drenaggio e cunicoli.
Axia era il nome della città romana, impegnata
soprattutto nella produzione delle olive. Fu abbandonata
probabilmente durante le invasioni barbariche, ma un
castello vi fu eretto nel IX-X secolo e qualcosa ne è
rimasto, in rovina, fino al 1730 anche se qualcosa affiora
ancora oggi
Quartiere di S. Pellegrino
Vero gioiello di contrada duecentesca, conserva pressoché
integro il suo aspetto medioevale; le piazzette, le
viuzze, le torri, gli archi, le case con i caratteristici profferli (le scale esterne) creano un ambiente
straordinariamente pittoresco, alla cui suggestione è
difficile sottrarsi. Centro del quartiere è la piazzetta
di S. Pellegrino, con la chiesa del Santo e l’austero
Palazzo degli Alessandri. Fontana Grande, eretta nel XIII
sec. e successivamente restaurata, è la più famosa e forse
la più bella delle numerose tipiche fontane viterbesi a
tazze sovrapposte (Fontana dei Leoni, Fontana della
Morte).
Palazzo Papale
Monumento di stile gotico tra i più insigni della città ,
fu eretto nella seconda metà del XIII sec.. La facciata,
preceduta da un’ampia scalinata e sormontata da merlature,
si apre con sei bifore unite da una cornice. L’elegante
loggia è composta da sette archi sorretti da esili
colonnine binate che si intrecciano. Il palazzo fu sede di
numerosi conclavi, fra cui quello del 1271, che è
ricordato come il più lungo della storia della chiesa e
che si concluse con l’elezione di Gregorio X dopo 33 mesi
di vacanza della sede papale.
Parco dei Mostri
Le origini sono lontane, ma ciò che si vede di più bello e
di interessante venne fatto costruire da Vicino Orsini,
nato in questa terra nel 1523. Fu uomo romantico e prode
condottiero al servizio dello Stato Pontificio, ma tornato
dalle guerre fece posare nella valle sottostante il
castello, in un meraviglioso parco, una serie di sculture
fantasiose e grottesche, tanto che venne in seguito
chiamato Parco dei Mostri.
Alla morte di sua moglie Giulia Farnese fece costruire nel
parco, in sua memoria, un piccolo tempio dove, secondo le
sue richieste, i sacerdoti della zona avrebbero dovuto
commemorarla perpetuamente durante le messe.
Villa Lante
Chi visita la Tuscia non può non fermarsi a Bagnaia per
ammirare la cinquecentesca Villa Lante, edificata appena
fuori la cinta del borgo antico.
A Bagnaia di dentro, come la chiamavano gli abitanti del
posto con esplicito riferimento alla parte più antica, si
accede da una porta-galleria incastonata nelle mura del
vecchio Castello. Esso domina la Valle Pierina ed è al
centro del primitivo nucleo abitativo costruito su un
promontorio roccioso, per economia in opere di difesa,
detto Castrum. Le prime notizie del Castrum risalgono al
963 d.c., a quel tempo il borgo si chiamava Bangaria (nome
forse di origine longobarda), successivamente evolutosi in
Balnearia, Bagnaja ed infine Bagnaia. Dentro le mura,
vicoli, palazzetti di costruzione medioevale o
rinascimentale richiami di arte saracena danno ancora oggi
all'atmosfera un sapore antico.
Nel 1567 concrete svolte nel sistema di vita del centro si
ebbero grazie al nuovo piano regolatore di Tommasso
Ghinucci architetto senese, che dette spazio alla
cosiddetta Bagnaia di fuori, il cui fulcro è, oggi come
allora, la Piazza XX Settembre, come le tre Vie ispirate
al tridente di Piazza del Popolo in Roma.
Palazzo Farnese
Caprarola sorge sul versante meridionale dei Monti Cimini,
dove il panorama si apre nella grande valle del Tevere.
Per la bellezza dei luoghi è stata oggetto nel 1995 di
studi della Scuola di Architettura del Principe Carlo
d'Inghilterra.
Benché tutto il territorio circostante è ricco di
insediamenti etruschi, Caprarola conobbe le prime origini
intorno al X sec. poiché, anticamente, i Monti Cimini
erano ricoperti da fitti ed impenetrabili boschi chiamati
Selva Cimina, alla quale furono legate leggende
terrificanti, di mostri e dei malvagi.
Ciò tardò l'insediamento umano e l'arrivo dei Romani. Il
medioevo fu caratterizzato dalle contese dei vari
feudatari, i Di Vico, gli Orsini e gli Anguillara, fatte
di sanguinose guerre e rivalità.
Fu nel '500 che conobbe il massimo splendore, quando i
Farnese, con la nomina a Papa Paolo III del card.
Alessandro Farnese, e con la costituzione del Ducato di
Castro, estesero notevolmente il proprio dominio c Papa
Paolo III
ostruendo fastose ville e castelli. A Caprarola fu
costruita la villa più rappresentativa del livello di
ricchezza e di potenza che questa nobile famiglia
raggiunse; il Palazzo Farnese di Caprarola. |